Molo 10
Via dei Prati della Farnesina, 10/14
Roma
“Ehi Pasquale, sei a Roma!” Ah, ok, scusa ma il nome Molo 10 mi ha fatto pensare di stare al mare, con il sole che penetrava nel dehors, quadri di pesci appesi alle pareti. Invece siamo a Roma, ad un pranzo davvero piacevole con punte di molto piacevole. Leggo il menù e non posso che dire fai tu, crudo e cotto fino a che ti dico stop. Scelgo il vino da una lista ben fatta, con diverse bottiglie che mi piacciono, con alcune bottiglie sopra i 50 euro, giustamente. Scelgo uno dei vini che come qualità prezzo ci sta, il Lanh 2015 della cantina San Michele Appiano, ancora giovane ma fa la sua bella figura. Intanto arriva un buon cestino di pane e pizza. Arriva il vino servito in maniera perfetta dal ragazzo del nostro tavolo. Si inizia con i crudi, ricciola, buona la salsa, un ottimo inizio. Tonno in carpaccio e fragole, non amo queste combinazioni con la frutta, ma sento che questo tonno è davvero buono. Cevice di pesce piccante al mango, si sente poco il piccante e rimane un po’ anonimo come piattino. I gamberi rossi, una delle cose più buone di oggi e di sempre, freschissimi. Rotolini di tonno ripieni di gamberi, li mangio con le mani, davvero buonissimi. Questo piatto l’ho chiesto: polpo verace alla griglia con patate arrosto e topinambur,ottima scelta, cottura perfetta, la croccantezza del topinambur un tocco di fragranza in più, davvero un ottimo piatto, perfetto con il soncino ed il suo condimento. Da bis. Dentice con fragoline di bosco, l’unico piatto che non mi ha convinto, ma è colpa mia non amo la frutta con il pesce. Ancora una ciotolina con una tartare di tonno, poco condito, ci aggiungerei un po’ di wasabi; io mi fermerei con il tonno ma la foto del direttore del ristorante, che lo ritrae con il bel tonno che gli hanno consegnato stamattina, mi fa comprendere queste varie portate di tonno. Intanto la prima bottiglia è finita, ordino un Monsupello Nature. Arriva un tonno porchettato in agrodolce accompagnato da topinambur croccante, solo una parola … bravo chef, cotto alla perfezione, speziatura precisa, una grande portata. Avevo chiesto anche una pepata di cozze, era da tanto che non la mangiavo. Arriva una sorpresa prima dello stop, un’ottima sorpresa, nemmeno se lo chef mi avesse conosciuto mi poteva fare questo piatto: testa e guancia del dentice in cottura normale e con una salsina in agrodolce da leccarsi i baffi. Un piccolo primo, prima del definitivo stop c’è: spaghetto alle vongole, buono assai, anche se quattro vongole con il guscio le avrei messe, comunque ce ne erano abbastanza. Si parla bevendo spumante, degli antipasti a 18 euro con sette portate tra crudi, cotti e caldi, di quello a 25 euro con 10 portate e dell’aperitivo al Molo 10, dalle 18,30 alle 20,30 accompagnato da cocktails e sfiziosi assaggi di mare. L’elenco dei dolci è invitante, si opta per il caffè servito con tozzetti e crema. Alla fine di tutto che dire: se in cucina c’è un cuoco come Vincenzo Ciano, il suo curriculum non è noto solo a Roma, e se si compra il pesce giusto non si può che dire: a Roma esiste un posto con il nome marinaro in cui si mangia come se si avessero i piedi immersi nel mare e, senza cercare tante fronzoli, si mangia a prezzi onestissimi.
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